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Nuova Legge della Regione Lombardia per lo sviluppo turistico


Una legge che disciplina l’home sharing

La Lombardia diventa la prima regione d’Italia ad avere una legge sull’home sharing.

SUL BOLLETTINO SUPPLEMENTARE DEL MESE DI OTTOBRE È STATA PUBBLICATA LA L.R. N.27 DELLA REGIONE LOMBARDIA
Legge Regionale 1 ottobre 2015 , n. 27
Politiche regionali in materia di turismo e attrattività del territorio lombardo
(BURL n. 40, suppl. del 02 Ottobre 2015 )

Dopo anni di vuoto legislativo e normative poco chiare, cambiano le regole per chi affitta case in maniera occasionale e non professionale. .Fino a oggi, i lombardi che affittavano o condividevano oltre tre alloggi di proprietà dovevano gestirli in forma d’impresa alberghiera. In caso contrario si ricadeva nell’illegalità. Le nuove norme stabiliscono invece che l’home sharing non è classificato come attività professionale e che i residenti in Lombardia sono liberi di condividere le loro case occasionalmente, in cambio di un pagamento.Rimangono ovviamente dei paletti per chi affitta in più di tre alloggi: bisogna rispettare alcuni standard in materia di igiene, abitabilità e fasce di prezzo, comunicando in anticipo dei minimi e dei massimi. Ad esempio non si viene esentati dalla dichiarazione S.C.I.A. – la Segnalazione Certificata di Inizio Attività – che permette alle imprese di iniziare o modificare un’attività produttiva nei settori del commercio, dell’artigianato o dell’industria. La S.C.I.A invece non è più necessaria per chi affitta le prime e le seconde case. Si deve inoltre compilare un modulo online da inoltrare alla Questura del proprio Comune, per denunciare alle autorità quali e quante persone sono ospitate nella propria abitazione.


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Lombardia



TIPOLOGIE STRUTTURE RICETTIVE
Art. 18 (Strutture ricettive)

Le strutture ricettive si distinguono in:

a) strutture ricettive alberghiere;
b) strutture ricettive non alberghiere.
Sono strutture ricettive alberghiere quelle organizzate per fornire al pubblico, con gestione unitaria, alloggio in almeno sette camere o appartamenti, con o senza servizio autonomo di cucina, e altri servizi accessori per il soggiorno, compresi eventuali servizi di bar e ristorante.
Le strutture ricettive alberghiere si distinguono in:
a) alberghi o hotel; b) residenze turistico-alberghiere; c) alberghi diffusi; d) condhotel.
Le strutture ricettive non alberghiere si distinguono in:
a) case per ferie; b) ostelli per la gioventù; c) foresterie lombarde; d) locande; e) case e appartamenti per vacanze; f) bed & breakfast; g) rifugi alpinistici, rifugi escursionistici e bivacchi fissi; h) aziende ricettive all'aria aperta.
Le denominazioni individuate con le tipologie di struttura ricettiva indicate nel presente articolo, e per le strutture alberghiere le eventuali denominazioni aggiuntive di cui all'articolo 19, comma 5, possono essere utilizzate esclusivamente per identificare le corrispondenti tipologie ricettive intraprese ai sensi dell'articolo 38, comma 1.

SEZIONE II
CASE E APPARTAMENTI PER VACANZE
Art. 26 (Definizione e caratteristiche funzionali di case e appartamenti per vacanze)

Sono definite case e appartamenti per vacanze le strutture ricettive gestite in modo unitario e organizzate per fornire alloggio e eventualmente servizi complementari, in unità abitative, o parti di esse, con destinazione residenziale, composte da uno o più locali arredati e dotati di servizi igienici e di cucina e collocate in un unico complesso o in più complessi immobiliari.
Le case e gli appartamenti per vacanze possono essere gestiti:
a) in forma imprenditoriale;
b) in forma non imprenditoriale, da coloro che hanno la disponibilità fino a un massimo di tre unità abitative e svolgono l'attività in modo occasionale.
Le case e appartamenti per vacanze mantengono la destinazione urbanistica residenziale e devono possedere i requisiti igienicosanitari ed edilizi previsti per i locali di civile abitazione.
OSSERVAZIONI – Finalmente con questa nuova legge è stato posto fine al dubbio interpretativo della prima legge che non distingueva affatto i due sistemi di gestione. Inoltre è stato introdotto il concetto che può essere una casa vacanza anche una porzione di appartamento e non tutto l’intero.
La sorpresa viene dall’articolo 38 che recita così Art. 38 (Disposizioni comuni per attività ricettive alberghiere e non alberghiere) Le attività ricettive alberghiere e non alberghiere disciplinate nei capi I, II, III e IV del titolo III della presente legge, ad esclusione delle case e appartamenti per vacanze e dei bivacchi fissi per i quali occorre la preventiva comunicazione al comune competente per territorio, sono intraprese previa SCIA, ai sensi dell'articolo 19 della l. 241/1990.
Quindi si deduce che le case vacanza non sono soggette più a SCIA ma a una semplice comunicazione al Comune in cui sono ubicate nelle modalità che verranno sicuramente stabilite dai Comuni stessi.
Molto importante è il comma 8 dello stesso articolo 38 che recita così :
Tutte le strutture ricettive alberghiere e non alberghiere, compresi gli alloggi o porzioni degli stessi dati in locazione per finalità turistiche ai sensi della legge 9 dicembre 1998, n. 431 (Disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili adibiti ad uso abitativo), sono tenuti, oltre al rispetto delle vigenti normative in materia fiscale e di sicurezza, alla comunicazione dei flussi turistici secondo le indicazioni regionali e all'adempimento della denuncia degli ospiti in base alle indicazioni dell'autorità di pubblica sicurezza.
Questo aspetto della norma darà sicuramente adito a dubbi interpretativi ma sicuramente significa che si potranno locare ALLOGGI o PORZIONI DI ESSI per finalità turistiche e locati secondo la legge sulle locazioni e cioè la 431 del 1998 ma con le osservazioni di natura fiscale e l’obbligo della comunicazione degli ospiti alla polizia di stato e alla provincia come le CASE VACANZE , B&B ecc.

SEZIONE IV
Art. 29 (Definizione e caratteristiche di bed & breakfast)
Si definisce bed & breakfast l'attività svolta a conduzione familiare in forma non imprenditoriale da chi, in maniera non continuativa, fornisce alloggio e prima colazione in non più di quattro camere con un massimo di dodici posti letto, avvalendosi della normale organizzazione familiare, ivi compresa l'eventuale presenza di collaboratori domestici della famiglia. L'attività di cui al comma 1 è esercitata al numero civico di residenza anagrafica del titolare, ivi comprese le pertinenze e deve osservare un periodo di interruzione dell'attività non inferiore a novanta giorni anche non continuativi. Ogni periodo di interruzione dell'attività deve essere comunicato preventivamente alla provincia competente per territorio o alla Città metropolitana di Milano. L'esercizio dell'attività di bed & breakfast, secondo quanto previsto dalla normativa statale, non necessita d'iscrizione nel registro delle imprese e di apertura di partita IVA e beneficia delle agevolazioni previste dalla Regione. Art. 30 (Disposizioni per l'attività di bed & breakfast) La Giunta regionale definisce un apposito contrassegno identificativo dei bed & breakfast che è affisso, a spese di chi esercita l'attività, all'esterno della residenza. Per la somministrazione di alimenti e bevande riferita al servizio di prima colazione effettuata dal titolare dell'attività di cui all'articolo 29, non sono necessari i requisiti professionali di cui all'articolo 66 della l.r. 6/2010. OSSERVAZIONI – E’ stata data una definizione più specifica all’attività ma è stato aumentato il periodo di chiusura annuale portandolo a 90 giorni d’latro canto questo è compatibile con l’attività data la particolarità della Regione, dei suoi territori e degli aspetti climatici. Il fatto positivo è che il periodo di inattività deve essere comunicato alla Provincia e non fa parte della SCIA di avvio di attività. Resta qualche dubbio sul fatto di potersi avvalere di collaboratori domestici della famiglia per il fatto che ci sono leggi dello Stato che suscitano qualche dubbio in materia. Il fatto di dare un contrassegno è estremamente positivo, resta il fatto che se il B&B sia situato in un condominio e il regolamento dello stabile lo vieti, il gestore come si dovrà comportare. Il fatto che per dare la colazione non ci sia più bisogno dei requisiti professionali era già stato stabilito, come scritto al comma 2 da una precedente legge regionale.
SEZIONE III
FORESTERIE LOMBARDE
Art. 27 (Definizione di foresterie lombarde)
Le foresterie lombarde sono strutture ricettive gestite in forma imprenditoriale, in non più di sei camere, con un massimo di quattordici posti letto da chi, anche in un immobile diverso da quello di residenza, fornisce alloggio ed eventuali servizi complementari, compresa la somministrazione di alimenti e bevande esclusivamente per le persone alloggiate, nel rispetto del regolamento (CE) 852/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004 (sull'igiene dei prodotti alimentari). La Giunta regionale definisce un apposito contrassegno identificativo delle foresterie lombarde che è affisso, a spese di chi esercita l'attività, all'esterno della residenza. I locali destinati all'esercizio di foresteria lombarda devono possedere le caratteristiche strutturali e igienico-sanitarie previste per i locali di civile abitazione
OSSERVAZIONI – Questa è la nuova definizione che la Regione ha voluto dare degli ex Affittacamere mentre a Roma le hanno denominate Guest House, in Lombardia hanno voluto definirle, in piena autonomia regionale, FORESTERIE LOMBARDE. Il nostro dubbio è come farà a sapere un povero ignaro turista magari americano, cos’è una Foresteria Lombarda. Anche qui come nei B&B viene istituito un contrassegno e valgono le stesse osservazioni che abbiamo fatto per i B&B. La loro ricettività massima con gestione imprenditoriale è di 6 camere e di 14 posti letto. Se queste attività ricettive offrono colazione e pasti agli ospiti devono sottostare le norme igieniche-sanitarie e fare la notifica sanitaria all’ASL di competenza territoriale e osservare tutte le regole che devono avere le strutture che preparano e somministrano pasti. CAPO IV
DISPOSIZIONI COMUNI PER ATTIVITÀ RICETTIVE ALBERGHIERE E NON ALBERGHIERE Art. 37 (Regolamento di attuazione)
Questo capo IV è molto importante in quanto stabilisce disposizioni comuni a tutte le strutture e consta di tantissimi articoli e quindi si consiglia di scaricare tutta l’intera legge e di leggere attentamente gli articoli che vanno da 37 al 41.